L’Avaro

L’Avaro

da Molière

uno spettacolo di Stefano Angelucci Marino

con
Tommaso Bernabeo
Rossella Gesini
Stefano Angelucci Marino
progetto scenico, testo e  regia
Stefano Angelucci Marino
Scena e cosumi
Artibò
Maschere
Stefano Perocco di Meduna
Burattini
Brina Babini / Atelier della Luna
suono
Globster
organizzazione
Teatro del Sangro
una cooproduzione TEATRO DEL SANGRO/ TEATRO STABILE D’ABRUZZO
in collaborazione con la PROVINCIA DI CHIETI- ASSESSORATO ALLA CULTURA
con la collaborazione del  CERAM 
(Centro di Ricerca Abruzzese per il Teatro di Maschera)
musiche concesse dall’ Archivio Multimediale EMF Lanciano 
(Associazione “Amici della Musica” FEDELE FENAROLI – Lanciano)

APPUNTI DI SCENA

Non si entra in Molière senza conseguenze. Oggi come non mai la lezione di Molière è attuale, la sua capacità di penetrare il male in tutte le sue forme (sociali e psichiche), facendo ricorso alle armi della satira e della comicità. Molière ha utilizzato il comico come dispositivo per raccontare la violenza del mondo.

“L’Avaro” è una commedia dove Molière riesce magistralmente a ridicolizzare all’estremo l’avarizia e la totale mancanza di sentimenti del vecchio Arpagone rendendole, soprattutto nelle scene in cui sono poste a confronto con gli impeti giovanili del figlio Cleante, drammaticamente amare.

Il tema dominante è quello del possesso, dell’avere. Tutto può essere trasformato in denaro, anche i figli, gli amici. Una vera passione devastatrice che soffoca ogni sentimento e annulla la coscienza.

Ancora una volta il gioco è l’amorevole massacro della Tradizione. Non “mettere in scena”, ma “mettere in vita” un testo antico: resuscitare Molière, non recitarlo. La tecnica della resurrezione parte dal fare a pezzi, disossare e così in questo “Avaro” Angelucci Marino ha alternato scrittura e ri-scrittura, seguendo e deformando lo scheletro del testo originario; ne esce fuori uno spettacolo ambientato in un settecento abruzzese, in un equilibrio carico di tensione scenica, tra realismo e visionarietà.

L’operazione registico-drammaturgica, giocata tra re-invenzione, maschere della commedia dell’arte e burattini tradizionali, è consistita nel prendere questo classico della letteratura teatrale europea e rivisitarlo con rispetto e rigido scrupolo, ma anche con una tranquilla impudenza inventiva, rimescolando impavidamente squisitezze settecentesche e miserie oggidiane.

Già da un decennio il Teatro del Sangro incentra una parte importante del proprio lavoro artistico sul recupero e la re-invenzione delle maschere e delle tecniche di Commedia dell’Arte. L’incontro con i burattini a guanto tradizionali (le Guarattelle) diventa quindi una tappa importante sullo sviluppo del lavoro artistico che la compagnia porta avanti nei propri spettacoli, cercando di combinare in una proposta originale i codici “parenti” del teatro d’attore,della commedia dell’arte e del teatro tradizionale dei burattini.

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