L’infermo

L’Infermo

Trionfo della morte  per attore solo

dal romanzo Trionfo della morte di Gabriele d’Annunzio uno spettacolo teatrale di e con Stefano Angelucci Marino

progetto scenico, testo e regia
Stefano Angelucci Marino
luci e suono
Seby Marcianò
assistenza tecnica
Free Power Service
ufficio stampa Studio Eventi & Congressi
una produzione TEATRO DEL SANGRO
compagnia teatrale I GUARDIANI DELL’ OCA

APPUNTI DI SCENA

In scena troviamo Giorgio Aurispa seduto su un divano d’epoca, siamo nel 1894. Giorgio Aurispa è un intellettuale capace di sottilissime analisi, ma debole e irresoluto nei frangenti più decisivi, segnato da una intrinseca, originaria incapacità a vivere. Un certo accento e una certa cadenza ne tradiscono le origini abruzzesi. Tutto quello che doveva accadere è già accaduto. Giorgio racconta- rivive la sua storia per gli spettatori, ed è un racconto malato, ossessivo, per frammenti. In questa narrazione tutta giocata tra realismo e visionarietà, si arriva ad assistere sul palcoscenico alla materializzazione di ambienti,sogni,persone,suoni e voci che rimandano a parte dei contenuti del vissuto e dell’immaginario di Giorgio. Un attento ed originale disegno drammaturgico riportato in un complesso lavoro di scrittura scenica. Sotto il segno di un’apparente linearità narrativa, si strutturano una serie infinita di piani diversi. Le geometrie di un rapporto famigliare malato delineano un universo di difficoltà, di cadute, di impossibilità, di limitazioni. La nitidezza espressiva di tutto il progetto e la forte intensità dell’interpretazione rendono appieno la fitta dinamica delle relazioni. Ossessioni tragiche, oscure neurosi, selvagge nefandezze e fantasie oniriche, bagni di sangue e cupidigie irriducibili, voglie di vendette e languori splenetici attraversano la produzione letteraria e teatrale dannunziana mettendole i coturni, innalzandola cioè verso aure sublimi o sprofondandola in notturni deliri: d’Annunzio pretende infatti un teatro,una rappresentazione inverosimile, innaturale, mitica,per sfuggire ai condizionamenti della scena quotidiana.
Mito, dunque, in quanto condensazione / spostamento del reale, il che implica un’ulteriore manifestazione del travestimento. La tensione allo scacco, di questo si vuole raccontare, di questa particolare tensione vogliamo rendere testimonianza con questo spettacolo. La tensione allo scacco è il punto di fondo delle opere narrative e teatrali di Gabriele d’Annunzio, proprio in contrasto con il progetto di rivincita e di conquista che appartiene al superuomo.

 

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